by BLUBASIC Editorial Team ·
Il blazer non è un capo “formale”. È un dispositivo: aggiunge struttura dove serve, pulisce le proporzioni, alza il livello anche quando sotto c’è il minimo indispensabile. Per FW25, il blazer resta il punto fermo: l’unico pezzo capace di tenere insieme look diversi senza cambiare identità.
Perché il blazer è “l’unico capo” (davvero)
Un blazer ben scelto è la forma più rapida di chiarezza. La differenza non la fa il fatto di “avere un blazer”, ma avere il blazer giusto: quello che lavora sul corpo senza imporsi e resta credibile con sneakers o scarpe più nette.
Struttura: cosa fa a spalle, vita, postura
Il blazer disegna una linea sulle spalle e crea un asse verticale. In pratica: migliora la postura e rende più intenzionale anche un look minimale.
Versatilità: dal giorno alla sera senza cambiare linguaggio
FW25 richiede capi transitivi. Con la stessa giacca puoi restare essenziale di giorno e più compatto la sera: cambiano solo gli appoggi (maglia, denim, scarpa).
“Il blazer giusto non si nota: ti semplifica.”
Il blazer giusto: 6 criteri che contano
La scelta non passa da trend generici, ma da dettagli misurabili: spalla, lunghezza, chiusura, tessuto, colore, vestibilità. Sono questi a rendere un blazer davvero “risolutivo”.
- Spalla: naturale (più modulabile) o costruita (più presenza), sempre pulita.
- Lunghezza: armonica sul fianco, verticale quando porti il blazer aperto.
- Chiusura: monopetto (quotidiano) vs doppiopetto (più grafico e architettonico).
- Tessuto: lana pettinata, flanella, gabardine, velluto (uso e contesto decidono).
- Colore: nero, blu scuro, grigio, neutri caldi per massimizzare le combinazioni.
- Vestibilità: asciutta, regular, oversize controllato (oversize non significa “grande”).


Tre contesti, un solo blazer
Ufficio reale: pulito, pratico, preciso
Blazer + maglia fine o t-shirt compatta + pantalone dritto. Tessuto opaco, spalla pulita, colore scuro.
Weekend: rilassato, ma con forma
Blazer su denim o chino, sotto jersey o felpa leggera. Qui conta la “tenuta” del tessuto: deve reggere il casual.
Sera: luce minima, impatto massimo
Tono su tono, volumi controllati, scarpa più netta. Il doppiopetto è un vantaggio, il velluto un accento controllato.
Dettagli che contano
- Revers: coerente con spalla e presenza.
- Bottoni: poco contrasto, più eleganza.
- Tasche: filetto (pulito) o pattina (classico).
- Spacco: doppio per movimento e caduta.
- Fodera: comfort, scivolamento, durata.
Come si indossa
- Blazer blu + t-shirt bianca + denim dritto + sneakers pulite.
- Blazer nero + maglia nera + pantalone nero + scarpa essenziale.
- Blazer grigio + camicia azzurra + pantalone scuro + mocassino.
- Blazer neutro caldo + knit leggero + denim scuro + sneaker minimal.
- Doppiopetto + sotto essenziale + pantalone dritto.

Cura e durata
- Appenderia: spalla piena per mantenere la forma.
- Vapore leggero: meglio del ferro, ripristina la caduta.
- Rotazione: alternare aiuta la lana a “riposare”.
- Sartoria: manica e punto vita sono gli interventi più efficaci.
Il blazer giusto non è quello che “si nota”. È quello che ti semplifica: ti lascia essenziale senza sembrare casuale, pulito senza sembrare rigido. Se vuoi partire da un solo capo, parti da qui.
Scopri la selezione BLUBASIC e trova la tua misura di struttura.
